Il piu’ grande errore in finanza per l’investitore…. Avere una sola banca ,un solo promotore, un solo consulente indipendente ,pensar di investire da soli o con il robot.

Tutti i clienti anche quelli professionali dimenticano che in finanza non esiste la certezza, i fatti lo hanno ampiamente dimostrato negli anni , ma lezione quasi mai è servita a far cambiare atteggiamento agli investitori se non in una percentuale molto bassa.

Gli investitori pensano che il valore aggiunto è affidarsi al professionista di turno o alla banca super solida con nomi altisonanti e una volta ottenuto questo, pensano di avere raggiunto la sicurezza che i propri investimenti saranno ben gestiti e al sicuro.

Non c’e niente di più falso e rischioso , anzi prima o dopo succede l’evento impensabile che sconvolge tutte le convinzioni, proprio per evitare in futuro che a qualche investitore capiti scrivo questo articolo.

IL mio ragionamento che andro’ a farvi è un esempio pratico e reale di un mio cliente , l’investitore piu’“smart “che ho conosciuto in oltre venti anni di carriera , a cui difficilmente potra’ capitare di scivolare in un grave errore di valutazione.

L’investitore è un importante imprenditore che opera a livello globale, uomo di 65 anni di poche parole ma di grande sostanza , persona con intelligenza spiccata nel gestire il suo patrimonio privato e aziendale.

Il mio rapporto nasce nel 2009 per una sua esigenza personale, dopo avermi valutato professionalmente decide di aprire un rapporto con me , all’inizio per tutti e due il confronto è molto freddo , la sua tendenza caratteriale molto chiusa non non mi aiuta inizialmente a sviluppare il rapporto di fiducia.

Dopo circa due anni , un giorno mi convoca direttamente Lui nel suo ufficio in azienda e in modo totalmente inaspettato mi parla dei suoi investimenti presso altri intermediari e mi li fa visionare ,facendomi pero’ una premessa iniziale “ nonostante mi ritenesse professionalmente al di sopra di tutti non mi avrebbe mai dato tutto il suo patrimonio da gestire”.

In poche parole Lui mi defini il suo “Guardian “,ossia potevo analizzare tutto il suo patrimonio esprimere dei giudizi di merito ma non potevo influire sulle scelte di asset allocation degli altri intermediari , quindi dovevo monitorare l’andamento del suo portafoglio aggregato quando Lui me ne faceva richiesta.

Subito rimasi basito e gli chiesi il perche’, la sua prima risposta fu illuminante, era molto semplice ma allo stesso tempo di un’efficacia spaventosa e mi disse “la vera diversificazione è quella di avere piu’ intermediari e spalmare qualsiasi rischio nel tempo “.

Mi fece un esempio banale ma di una concretezza gelida ma enorme : “Lei potrebbe essere il professionista piu’ bravo sul mercato ma come ogni uomo ha dei limiti oggettivi, potrebbe ad un certo punto avere delle convinzioni di mercato contrarie poi alla realta’ dei fatti, approfittarsene della mia fiducia, i problemi nella sua vita privata potrebbero influire poi nella sua lucidita’ oggettiva o anche un giorno avere un incidente mortale o anche solo smettere di fare questo lavoro per cui nessuno è immortale, vincente o efficace al 100%… non lo sono neanche io che amministro un’azienda con cinquecento dipendenti.”

Quel giorno riflettendo poi uscito dal suo ufficio avevo capito quanto era” smart” il mio cliente e il perche’ del suo successo ed ogni anno che passa mi rendo conto di quanto valgono i suoi ragionamenti nella realta’.

Una classica dimostrazione la daro’ adesso con un esempio pratico, aggiungo che il cliente ha un profilo di rischio bilanciato prudente tutto suo come impostazione , con una propensione massima al 20% di azionario, 60% bonds aggressivi e un 20% di bonds piu’ cauto.

Il grafico che posto sotto sono i 3 portafogli singoli detenuti , il primo presso di me,( gli altri due sono coperti per ovvi motivi di privacy) sono di un consulente indipendente e di un private banker presso una banca private di fama internazionale.

A l di la’ dei numeri se l’investitore avesse concentrato tutto il suo portafoglio con un solo intermediario avrebbe ottenuto rendimenti diversi e solo la fortunaavrebbe giocato un ruolo sul risultato finale ottenuto , sicuramente ogni portafoglio ha una diversa allocation per convinzioni differenti, un rapporto rischio/rendimento diverso, un costo strutturato in modo diverso, strumenti diversi etc… ma rimane il fatto che se il cliente avesse avuto un solo interlocutore o un solo decisore come consulente su tutto il portafoglio solo la fortuna farebbe la differenza.

Invece il cliente smartragiona in modo diverso, qui sopra è postato il grafico del portafoglio raggruppato dei 3 precedenti che monitoro… il risultato è che il cliente ha ottimizzato il rischio controparte,diversificato evitando concentrazioni di portafoglio, gli errori di ognuno , ha un rapporto rischio rendimento piu’ efficace e non è ostaggio di nessuno.

In poche parole il cliente smart evita semplicemente di scivolare sul piu’ grosso erroreche commettono la maggior parte degli investitori, la delega di consulenza o gestione di portafoglio ad un soggetto, evitando il pericoloso fai da te o con il robot

Chi avesse voglia di un confronto piu’ profondo ne ruolo di “Guardian “puo’ contattarmi senza impegno.

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